lunedì 9 dicembre 2013

Pagellino Ocse per l'Italia: ancora sotto la media in matematica e scienze ma stiamo recuperando velocemente

Sono stati presentati a Roma al Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca i risultati dell'Indagine Ocse Pisa 2012 che misura le competenze dei quindicenni in matematica, scienze e lettura.
 L'Italia, spiega l'Ocse, ha risultati sotto la media ma è uno dei paesi che registra i più notevoli progressi in matematica e scienze.
 "Non possiamo trascurare il fatto che l'Italia registri risultati inferiori alla media Ocse, tuttavia l'indagine rivela che siamo uno dei Paesi che ha registrato i maggiori progressi in matematica e scienze e questo deve essere da stimolo per continuare a lavorare per migliorare le performance dei nostri studenti". Ha commentato il Ministro Maria Chiara Carrozza che ha voluto portare la presentazione dei dati al Miur. E' la prima volta che l'Indagine Ocse viene presentata a Roma in contemporanea con il lancio internazionale.

Nell'indagine, continua il ministro, "mi hanno colpito la disparita' dei risultati delle ragazze in matematica rispetto a quelli dei loro compagni maschi che fanno registrare un divario piu' ampio della media Ocse. Questa per me e' la spia di una questione culturale, di un gap di genere che attraversa ancora in maniera profonda il nostro Paese e che va contrastato". Un altro dato significativo per il ministro e' rappresentato "dalla diversita' di performance in molte aree del Mezzogiorno" dove si registrano "risultati al di sotto della media italiana anche se alcune regioni mostrano un trend positivo".

Secondo Carrozza proprio a queste aree bisogna "guardare con piu' attenzione come abbiamo gia' iniziato a fare nel Decreto Istruzione". Infine il Ministro ha sottolineato "un aspetto molto importante di questa indagine che dimostra la validita' del nostro sistema di formazione come 'ascensore sociale'. La stessa indagine sottolinea come 'L'Italia ha migliorato i suoi risultati senza rinunciare al principio di equità nel sistema dinistruzione". Il nostro Paese "continua a mostrare livelli di qualita' superiori alla media Ocse nell'apprendimento con solo il 10% di variabilita' nei risultati in matematica ascrivibile alle differenze di status socioeconomico dei ragazzi". Per il ministro si tratta di un dato "che testimonia l'incredibile potenziale della nostra scuola come motore della mobilita' sociale". Bisogna quindi guardare al nostro sistema educativo "come un investimento" e "non come una spesa. Come Governo Letta abbiamo dato un segnale forte con il Decreto Istruzione. Continueremo su questa strada per aumentare l'investimento nell'istruzione con la massima attenzione al futuro delle nostre ragazze e dei nostri ragazzi".

lunedì 11 gennaio 2010

Un tetto del 30 per cento per non creare classi ghetto


Il tetto del 30% degli stranieri nella scuole italiane è a garanzia degli stranieri stessi che non correranno, così, il rischio di finire in classi “ghetto” . E’ quanto afferma Mariastella Gelmini ospite della trasmissione “In mezzora” di Lucia Annunziata. Dal tetto del 30 per cento per classe - ha sottolineato il Ministro - saranno esclusi i bambini nati in Italia (circa il 37% del totale).

Alle perplessità organizzative paventate dall’Annunziata (me lo spieghi perchè se non lo capisco io non lo capisce nessuno) la Gelmini ha risposto con precise e dettagliate spiegazioni. “Ho affrontato il problema con uno staff di esperti - ha detto - dopo aver raccolto il parere dei dirigenti delle scuole e abbiamo deciso di non superare il tetto del 30 per cento di stranieri proprio per evitare la formazione di classi “ghetto”. Il problema dello spostamento dei bambini che dalle proprie abitazioni dovranno raggiungere le scuole sarà affrontato con la partecipazione degli Enti locali che metteranno a disposizione degli alunni autobus preposti.”

Inutile e stonata l’ironia sui “mezzi di trasporto speciali”. Antipatici e provocatori gli auguri al vetriolo.

giovedì 31 dicembre 2009

L’alfabetizzazione motoria nella scuola primaria: come lo sport aiuta a fare squadra e a prevenire il bullismo


Il nuovo progetto per l’educazione motoria scuola è stato presentato al Miur dal ministro Mariastella Gelmini, dal Presidente del CONI Giovanni Petrucci e dal Sottosegretario con delega allo Sport Rocco Crimi.
Il progetto si rivolge agli alunni delle scuole elementari, dal momento che la fascia d’età compresa tra i 6 e i 10 è decisiva per acquisire una buona capacità motoria.

Gli obiettivi del progetto sono non solo quello di strutturare l’educazione motoria sulla base di precise linee guida scientifiche ma soprattutto di prevenire i fenomeni di bullismo attraverso lo sport, stimolando il senso di squadra e il rispetto reciproco.

La prima fase del progetto prevede la realizzazione di un Progetto Pilota che partirà dal mese di febbraio e si concluderà al termine dell’anno scolastico in corso. In questa fase saranno coinvolti in tutta Italia 1000 plessi scolastici, per un totale di 10mila classi e 250mila alunni, compresi gli studenti disabili.

Successivamente sarà sviluppato il Progetto Definitivo che dal 2010 al 2013 coinvolgerà gradualmente tutte le scuole. Il Progetto sarà inserito quindi nel Piano di Offerta Formativa delle scuole, dietro approvazione del Collegio Docenti.
L’organizzazione nelle scuole

Insieme agli studenti, gli insegnanti sono i protagonisti principali della nuova iniziativa. Per svolgere al meglio tutte le attività previste, i docenti saranno affiancati da esperti, laureati esclusivamente in Scienze Motorie o all’ISEF. In totale saranno coinvolti 1000 operatori esterni (uno per ogni plesso scolastico).

Tutte le scuole coinvolte nel Progetto Pilota potranno contare dunque sul contributo di un esperto che lavorerà insieme ai docenti curriculari 2 ore a settimana, per 15 settimane, a partire dal 15 settembre 2010.

Il Progetto Pilota sarà monitorato costantemente da esperti, scelti dal Miur e dal CONI, che verificheranno - passo dopo passo - le ricadute concrete dell’iniziativa sul benessere degli alunni e l’efficacia didattica del lavoro svolto dagli insegnanti.